mercoledì, 27 maggio 2009
E' uno dei film che ha colpito di più la mia immaginazione. E' una storia incredibile ma vera di un uomo che ha pilotato a vista un veicolo nello spazio come fosse un'utilitaria, senza commettere errori. E' la dimostrazione di come un gruppo di persone, se ben organizzato, riesce a vincere difficoltà che sciaccerebbero un singolo individuo. A questo proposito viene utilizzato negli stage aziendali come spunto di discussione. E' un viaggio affascinante nel passato che sembra fantascienza. Insomma, se non l'avete capito è un film che io amo. E ora leggo in un intervista sul venerdì di repubblica Tom Hanks dice queste cose... che tristezza!

Dopo tanti successi, interpretazioni memorabili, due Oscar per «Forrest Gump» e «Philadelphia», ha qualche rimpianto?
«Si, aver interpretato un film pieno di sfiga come Apollo 13, in cui tutto va male. Sarebbe stato molto meglio fare, che so, Apollo 17 pochi giorni di lavoro per gli astronauti, una passeggiata sulla luna con le auto elettriche... Cosa si può volere di più?».

postato da: rincoceronte alle ore maggio 27, 2009 16:08 | Permalink | commenti
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venerdì, 09 gennaio 2009
Ho utilizzato il titolo della famosa canzone di Battisti per raccontare l'illuminazione che ho avuto ieri notte mentre mi addormantavo immaginando una barca che veleggiava sul mare mentre una voce in sottofondo commentava il tutto, più o meno come in un documentario.
Ovviamente il commento era generato dal mio cervello che, ad un certo punto, forse annoiato dalla scenetta della barca, ha iniziato a riflettere sul fatto che il pensiero si articolava all'interno della testa come se fosse un discorso fatto ad un'altra persona. Ma di più, si accorgeva che spesso questo discorso era inframezzato da domande e risposte, da opinioni contrapposte che si confrontavano quasi ci fossero due persone che si dovevano accordare tra loro. Quindi il pensiero si formalizzava come un dialogo anche se il tutto proveniva da una sola sorgente.
Ho immaginato allora una impossibile trascrizione di questo dialogo e una persona che leggesse questa trascrizione per capire - come in un test di touring al contrario - se fosse possibile risalire alla provenienza reale o mentale del dialogo solo leggendo la sua trascrizione. E questo è quanto.
postato da: rincoceronte alle ore gennaio 09, 2009 17:16 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 23 settembre 2008
La musica è una cosa meravigliosa che può farci andare in paradiso. Domenica però, mentre ero steso in spiaggia a godermi l'ultimo sole, ho pensato che, come tutte le cose meravigliose, anche la musica può essere terribile.

Provate a immaginarvi su una spiaggia quasi deserta, il dolce suono delle onde che si infrangono sulla riva e il calore del sole che penetra sotto la pelle bagnata dal mare.

Tutto perfetto, se non fosse che due stabilimenti balneari posti ai lati della mia persona, uno a destra e l'altro a sinistra, sparavano musica a tutto volume. Mi direte 'potevi farti più in la ...'  ma no, scordavo di dire che tra me e gli stabilimenti c'erano 100 metri da un lato e 100 dall'altro. In pratica erano lontanissimi. Eppure quel clangore musicale, miscuglio dissonante e orrendo di canzoni diverse, colpiva il mio cervello piano, ma con una caratteristica così fastidiosa che non riuscivo a non prestarvi orecchio.

Morale della favola "se vuoi puoi facilmente chiudere gli occhi e non vedere ma non ascoltare gli stronzi che fanno casino è veramente difficile"
postato da: rincoceronte alle ore settembre 23, 2008 17:22 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 12 agosto 2008
Venendo al lavoro la mia attenzione è stata catturata dal titolo di un volantino che diceva semplicemente: "Smetti di soffrire". L'ho trovato un messaggio assolutamente adatto e quindi estremamente efficace. E' come se qualcuno lo avesse preparato apposta per me quel volantino. Mi aspettavo di leggerci sopra qualcosa di personale. Ma poi ho capito che l'unico motivo per cui questo accadeva è che il dolore si vive in solitudine e quindi ognuno percepisce il suo come unico. In realtà chi di noi non trascina con sé tutti i giorni un alone di ansia e sofferenza? Chi non vorrebbe che quel messaggio fosse diretto a lui per avere una guida verso il non-dolore?

Ognuno ha le sue cause differenti, certo, ma tutti soffriamo. Il dolore di una vita inutile e vuota fa ormai così parte delle nostre giornate che quasi non ci facciamo più caso. Almeno fino a quando qualcuno non ce lo grida in faccia: "Smetti di soffrire". E allora sentiamo che quel messaggio è diretto proprio a noi, che dietro la maschera di quotidiana indifferenza si nasconde un dolore antico.

Il problema è che il nostro egoismo ci sta portando proprio là dove la sofferenza è senza via di uscita. Ci sta portando a odiare i diversi, ad accumulare soldini per garantirci una sopravvivenza confortevole, a non fidarci di nessuno, a non abbandonarci mai, a non condividere.
postato da: rincoceronte alle ore agosto 12, 2008 10:55 | Permalink | commenti
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martedì, 05 agosto 2008
A me i soldati in città non piacciono. Capisco l'idea, ma ci sono troppe storie e troppi ricordi che dovrebbero almeno accendere una lampadina di allarme nelle nostre teste.
 
Ad esempio mi spiegate come mai nel resto mondo i soldati in giro per le strade si vedono solo in presenza di dittature più o meno crudeli e/o liberticide? Perché nessun altro paese in Europa ha avuto la stessa brillante idea? Eppure di soldati in giro a ramazzare caserme ne hanno tutti e anche i problemi di ordine pubblico non mancano (come la rivolta delle banlieu a Parigi). Forse i governanti di questi paesi sono più stupidi dei nostri o forse hanno semplicemente pensato che il messaggio negativo che si sarebbe dato al resto del mondo e ai cittadini con questa mossa sarebbe stato più dannoso che altro.

Al telegiornale invece ho visto che tutti appoggiano con entusiasmo l'iniziativa. Per vivere tranquilli, per avere maggior vigilanza, cosa c'è di meglio che un po' di mimetiche in giro? Chi si lamenta è solo un comunista disfattista o, peggio, un fricchettone drogato. In fondo cosa vuole la gente? Solo sicurezza e ancora sicurezza. E chissene frega se barattiamo un pezzetto di democrazia per questo. In culo alla democrazia.
 
  
postato da: rincoceronte alle ore agosto 05, 2008 15:13 | Permalink | commenti
categoria:sicurezza
giovedì, 31 luglio 2008

Terra e Mare vicino Otranto in Puglia


vicino otranto
L'uno nell'altra
postato da: rincoceronte alle ore luglio 31, 2008 16:35 | Permalink | commenti
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mercoledì, 23 luglio 2008
Sono a Mestre e gioco su un mucchio di sabbia appena scaricato da un camion. Siamo a metà degli anni '60 e la speculazione edilizia è al suo massimo. Le case crescono tutte uguali su trame geometriche decise senza alcun criterio che non sia quello del massimo profitto. Per me tutto questo significa solo un enorme parco giochi pieno di polvere e operai che si aggirano indaffarati lanciandomi ogni tanto qualche frase di incoraggiamento o semplicemente un sorriso. Sul mucchio di sabbia traccio strade e incroci su cui faccio scontrare le mie piccole automobili. Ho tre anni e non sono guardato a vista come i bambini di oggi. Ricordo la mia tata, Assunta, che sorveglia dalla finestra e ogni tanto porta un fiasco di vino agli operai per catturare la loro benevolenza nei miei confronti. Ricordo altri bambini che, come me, si aggirano nel cantiere. Ogni tanto giochiamo insieme ma è più una competizione che altro. Una volta, ad esempio, uno di questi bambini si presenta con una pistola giocattolo - di quelle che per fare il botto usavano una striscia di gomma rossa con piccoli cilindri di polvere da sparo -  e fa il gradasso. Gli altri bambini gli sono intorno ad ammirare la novità e lui inorgoglito li fa trasalire tutti con la potenza dello sparo. Io, per non dargli soddisfazione, faccio finta di non essere impressionato dalla cosa. "Tutto qui?"  dico, e lui mi punta la pistola alla tempia e spara. l'orecchio dopo il colpo sembra impazzito, un rumore pazzesco mi avvolge la testa e non sento più nulla. Gli altri bambini mi guardano curiosi e un po' spaventati. Ovviamente io devo fare finta di niente. Fingo indifferenza e dico ancora "Tutto qui?" poi mi giro e faccio la mia uscita camminando verso casa mentre il rombo bella piccola esplosione ancora mi avvolge e sento le gambe che tremano. Questo è il mio primo ricordo.   
postato da: rincoceronte alle ore luglio 23, 2008 15:27 | Permalink | commenti
categoria:diario
martedì, 03 giugno 2008
Che c'entra Michele Orsi, ucciso ieri in un agguato di camorra a Casal Di Principe, con gli attacchi sempre più frequenti ai diversi che vivono in questo paese?

Per come la vedo io episodi come
questi, in apparenza slegati, in realtà rappresentano molto bene le due facce di una stessa tragica patologia italiana: l'incapacità di costruire una società in cui tutti abbiano gli stessi diritti e gli stessi doveri.

Chi appartiene al nostro clan, alla nostra famiglia o alla nostra razza (ma quale?) va bene, chi è fuori deve essere neutralizzato in un modo o nell'altro. E' una legge non scritta che dice una verità semplice e primitiva: "prima chi è come noi, per gli altri quello che resta" con buona pace delle rivoluzioni sociali dell'ottocento e della oggettiva debolezza delle società chiuse.

E così, incapaci di gestire il cambiamento, sprofondiamo nel clientelismo e nella povertà materiale e di spirito. E quando saremo tutti nei guai, incapaci di reggere la concorrenza con società più aperte e dinamiche, potremo solo sperare che gli altri si comportino diversamente da come noi abbiamo fatto.

postato da: rincoceronte alle ore giugno 03, 2008 11:56 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 30 maggio 2008

Mi ha fatto una certa impressione imbattermi su questa pagina mentre navigavo sul Web. Ci saranno stati sicuramente motivi validi che hanno portato a sequestrare il sito ma in questo caso non c'entra nulla la pedofilia o il gioco d'azzardo. Si tratta solo del solito maledetto copyright...

postato da: rincoceronte alle ore maggio 30, 2008 15:25 | Permalink | commenti
categoria:censura
venerdì, 30 maggio 2008
Sei arrivato fino a qui attraversando lo spazio
Spinto da un motore che decide per te

Cercavi una parola persa nel vortice dei segni
Una parola
Un ago in un pagliaio

Ora puoi farti un giro oppure continuare a seguire
Quella parola



postato da: rincoceronte alle ore maggio 30, 2008 13:02 | Permalink | commenti
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